Un’esperienza di luce: tre giorni con la Parola
- comunicazionesuore
- 3 mar
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Dal 24 al 28 febbraio 2026, presso la Casa S. Rosa di Roma, 28 Sorelle provenienti da diverse Comunità hanno vissuto un intenso Itinerario biblico guidato dal biblista don Massimo Grilli. Tema dell’incontro: “Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio” (Sal 90,12). Tre giorni che, come ci racconta sr. Franca Vendramin, hanno lasciato un “segno” nel cuore, avendo come “filo rosso” il Salmo 90, “Preghiera di Mosè, servo di Dio”.
Nella riflessione è emersa la consapevolezza di vivere non semplicemente “in un’epoca in crisi”, ma in “una crisi d’epoca”. La Parola ha provocato ciascuna a mettersi in cammino: “Vattene…” (Gen 12,1), rivolto ad Abramo, è risuonato – sottolinea sr. Franca – non tanto come invito verso “un paese sconosciuto”, ma “verso te stesso”. Forte anche l’interrogativo: che cosa mettere nel proprio “fagotto” se Dio lo chiedesse, come al profeta (Ez 12,3-7)? E ancora, la riscoperta del limite: siamo “creature fragili e imperfette, ma preziose”, chiamate a leggere il limite non come ostacolo, ma come opportunità per dire al fratello: “Io ho bisogno di te!”. Il deserto si è rivelato “spazio privilegiato ove Dio parla non ‘al’ ma ‘sul’ nostro cuore” (Os 2,16).
Le giornate, scandite dalla celebrazione dell'Eucaristia, tre meditazioni, “silenzio e riflessione personale” e condivisione comunitaria, hanno aiutato a vivere il tempo imparando a “contare i giorni”, contemplando Gesù che ha assunto il limite fino alla croce: “Tutto è compiuto” (Gv 19,30). Non la fine, ma – come afferma sr. Franca – la certezza che “sulla croce si compie l’amore…”. Particolarmente intensa l’invocazione conclusiva proposta da don Massimo: “Concedici, Signore, che al termine della vita terrena il nostro non sia il rantolo del morente, ma il grido della partoriente!”.
Forse, conclude sr. Franca, possiamo dire di aver sperimentato che la Parola è “luce sul cammino” (Sal 119,105): come i discepoli di Emmaus, anche noi abbiamo sentito “ardere il cuore” (Lc 24,32).





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