Camminare insieme per una vocazione vissuta con gioia
- comunicazionesuore
- 1 lug
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I giorni 30-31 maggio, si sono svolte a Villa Santa Rosa, a Roma, le giornate formative "Comunità vive e gioiose", rivolte alle Suore guanelliane di voti perpetui fino ai 65 anni. Guidato dal dott. Fabrizio Carletti del Centro Studi Missione Emmaus, il percorso ha offerto uno spazio di ascolto, confronto e condivisione per rileggere la vita comunitaria, valorizzarne le ricchezze e individuare nuove prospettive di crescita. Aprendo i lavori, la Superiora provinciale, suor Sara Sánchez Martín, ha sottolineato il desiderio di vivere un'esperienza capace di aiutare le sorelle a custodire la bellezza della propria vocazione e a rafforzare la comunione tra le comunità.
Attraverso simboli, immagini bibliche e laboratori esperienziali, le partecipanti sono state invitate a rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. Dall'icona dell'Annunciazione di Arcabas, che richiama il "respiro" dello Spirito accolto da Maria, fino all'icona della Samaritana di Koder, segno dell'incontro con Cristo che fa sgorgare l'acqua viva, la riflessione ha evidenziato come ogni comunità sia chiamata a diventare un "pozzo d'incontro", dove ciascuna possa riscoprire la propria identità più autentica nel Signore.
I laboratori hanno offerto l'opportunità di condividere luci e fatiche della vita fraterna e di riflettere sugli stili relazionali che caratterizzano le comunità. Particolarmente significativa è stata la proposta delle "tre P" — prodotto, persone e processo — che ha aiutato a comprendere come una comunità cresca quando sa tenere insieme la missione, la cura delle relazioni e un metodo condiviso di cammino, evitando sia il rischio dell'efficientismo sia quello di un'attenzione esclusiva al benessere del gruppo.
La seconda giornata è stata dedicata al tema "Formarsi per crescere". Partendo dalla convinzione che «la vita di comunità è manifestazione di Dio», le sorelle hanno individuato i principali bisogni formativi che orienteranno futuri percorsi online della Provincia. La riflessione si è soffermata anche sull'importanza di una comunicazione autentica: imparare ad andare oltre i comportamenti per riconoscere sentimenti, bisogni e desideri, facendo del silenzio, dell'ascolto e del dialogo strumenti di rinascita e di libertà nelle relazioni.
Le giornate si sono concluse con l'intervento della Superiora provinciale sul cammino della Provincia e con un dialogo aperto con le partecipanti. Ne è emersa la consapevolezza che costruire comunità vive e gioiose significa scegliere ogni giorno di lasciarsi formare dallo Spirito, custodire la fraternità e affrontare insieme le sfide del presente con speranza, nella fedeltà al carisma di san Luigi Guanella.





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